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lunedì 18 dicembre 2017

VIRGIN di JAMES PATTERSON

VIRGIN
di
JAMES PATTERSON


Genere: romanzo thriller / fantasy

Edizione: Mondadori Retail S.p.A. per Mondolibri, Milano su licenza TEA s.r.l., Milano Gruppo editoriale Mauri Spagnol (2015)


Buongiorno lettori, 
oggi recensisco il primo libro che leggo del famoso autore James Patterson, eh già, non ho mai letto nessuno dei suoi romanzi… fino a ora, ma mi sarà piaciuto?
Virgin narra una storia molto articolata e piena di suspense vista da più punti di vista, in quanto sono presenti diversi personaggi principali.
Prima di tutto facciamo la conoscenza di Kathleen Beavier, una sedicenne americana di buona famiglia, che si reca in una clinica abortiva. Sì, Kathleen è incinta, ma il fatto strano – stranissimo – che non riesce minimamente spiegarsi e che va contro ogni logica scientifica, è che lei è vergine.
Alla clinica trova la sua dottoressa morta (incomprensibilmente per di più), e per tutta la situazione (e forse anche per colpa di qualche creatura non meglio definita) tenta il suicidio.
Kathleen viene salvata miracolosamente e porta avanti la gravidanza, ma quasi alla fine la chiesa interviene e manda degli investigatori a indagare sulla nuova vergine.
Uno di questi investigatori è Anne, ex suora che ora lavora come investigatore privato; poi conosciamo padre Justin e padre Nicholas… ed è proprio quest’ultimo che nasconde importanti e inquietanti informazioni, svelatogli direttamente dal Papa prima che morisse. Queste informazioni rappresentano il segreto di Fatima, gelosamente custodito e tramandato da anni: un giorno ci saranno due vergini, una partorirà il figlio di Dio, ma l’altra partorirà il figlio del Diavolo.
Eh già… le vergini sono due!
Infatti la storia si sposta in Irlanda, dove Colleen Galaher, una quattordicenne di umili origini e parecchio sfortunata, è anche lei incinta e vergine.
Gli investigatori dovranno capire se le vergini sono davvero vergini… e soprattutto chi porta in grembo il figlio di Dio e chi quello di Satana, nel mentre il mondo sembra giunto alla fine, in quanto epidemie, carestie e siccità si stanno espandendo a macchia d’olio.
Romanzo davvero mozzafiato!
Il tutto ruota attorno al mistero delle due vergini e al segreto di Fatima, ma l’autore è stato bravissimo a non svelare tutto subito, ma poco alla volta, cosicché il lettore non riesce a scoprire nulla fino alla fine… e anche alla fine si rimane a bocca aperta per il finale completamente inaspettato.
Lo stile di Patterson è molto semplice e lineare, infatti il romanzo si legge velocemente. La storia è, come ho già detto, un insieme di punti di vista, infatti ci sono capitoli scritti dal punto di vista delle due vergine, altri dagli investigatori, altri ancora dal Papa o dalla stampa. In più il punto di vista di Anne è scritto in prima persona, mentre tutti gli altri in terza persona. Un idea che non avevo mai riscontrato in nessun altro libro, ma originale e per niente problematica.
Più problematica – ma non tanto – sono i vari salti di ambientazione. I capitoli sono molto brevi (due o tre pagine) e si passa dall’America, all’Irlanda, a Roma da un capitolo all’altro, e quindi da punti di vista diversi. All’inizio ho fatto un po’ fatica a seguire la storia anche per questi cambi repentini, ma più leggevo, più la storia mi appassionava e volevo vedere come sarebbe finita. Così mi sono anche abituata ai vari cambi.
I personaggi sono abbastanza descritti, sia fisicamente e sia caratterialmente, dando così l’impressione di essere davvero reali.
Le uniche note negative sono che a volte alcuni nomi cambiano, ad esempio Kathleen diventa Katherine, oppura Jamie diventa James o anche Justin.
In più, ma questa è una considerazione strettamente personale, il romanzo si conclude con un finale aperto, e io non sono tanto amante di queste genere di scelte. Devo specificare che il finale è bellissimo e davvero sconvolgente… ma poi non sapere come si evolverà la situazione non mi piace molto, mi dà sempre l’idea di qualcosa di incompiuto.
Chissà mai che Patterson decida di scrivere un seguito? Io lo spero molto!

Buona lettura!


VOTAZIONE

TRAMA           
PERSONAGGI
COPERTINA    
TITOLO                 
SINOSSI         


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venerdì 15 dicembre 2017

Considerazioni cinema tratti dai fumetti di Christian Reznik

Considerazioni cinema tratti dai fumetti
di
Christian Reznik


Buongiorno lettori,
oggi un post completamente nuovo per il mio blog.
Vi propongo un'articolo di Christian Reznik,sul tema dei cinema tratti dai fumetti.
Io non sono molto preparata sull'argomento, ma se voi lo siete sicuramente apprezzerete queste considerazioni.


La guerra al miglior entertainment tra Marvel e DC continua, e alla grande.
La DC punta in alto portando sul grande schermo la sua “lega” di eroi, in contrapposizione alla fazione targata Marvel.
I Marvel Studios che, divenuti la Pixar dei cine-comics, sfornano per ogni loro personaggio un grande film. La DC Comics rimane eterna seconda, pur avendo dalla sua niente di meno che Superman, nell’immaginario collettivo il supereroe per eccellenza, nonché quello più forte in assoluto. Un botta a e risposta che continua a riempire gli schermi dei nostri cinema con grande azione, buoni sentimenti e lodi agli eroi provenienti dalla carta stampata.
Le intenzioni che guidano questi grandi progetti editorial-cinematografici sono differenti stilisticamente eppure convergenti sull’unico scopo di rimescolare e donare nuova linfa ai supereroi di carta che, nonostante i molti detrattori, e gli altrettanti sostenitori, possono essere definiti come una fetta della letteratura moderna, seppur “disegnata”. Le storie a fumetti stanno da anni appassionando anche il grande pubblico della Settima arte, e non sono più esclusiva dei nerds.
La svolta, nella cinematografia che attinge dai fumetti, è avvenuta con lo “Spider-man” di Sam Raimi per la Marvel, i cui diritti all’epoca appartenevano ancora alla Sony Pictures, e con il “Batman begins” di Christopher Nolan. Queste due pellicole hanno segnato una linea di demarcazione dal Cinema pop che le aveva precedute, maturando in un linguaggio visivo e narrativo che rispecchiava a pieno lo spessore artistico dei due citati autori, dimostrando che il mondo dei comics ha avuto grandi penne alla guida delle loro storie.
Dalla fine di quelle due celeberrime saghe, tutti i cine-comics che le hanno succedute hanno suscitato in me la forte sensazione che nessun altro regista e/o sceneggiatore fosse capace di calibrare e trasporre, quanto loro, le storie a fumetti sul grande schermo. Ci hanno provato, ma in pochi si sono avvicinati a quel risultato, cioè il perfetto equilibrio tra intrattenimento puro e grande narrazione di una storia.
Alcuni hanno saputo seguire e mantenere le linee guida dettate da quelle pellicole, con sceneggiature e regie che hanno costruito vicende realistiche e quasi credibili su uno sfondo completamente fantastico. Altri hanno fallito nel tentativo di ricalcare quegli indirizzi, altri ancora hanno cambiato rotta con l’intento, quasi tutto commerciale, di svecchiare qualcosa di ancora così nuovo con dei reboot alquanto prematuri. Ci sono stati anche alcuni esperimenti indipendenti che hanno raggiunto risultati eclatanti e inaspettati, rispetto a prodotti mainstream destinati sin dalla nascita ad un fantomatico e mai arrivato successo.
Zack Snyder sembra un eterno reduce del suo “300”. “Man of steel” è stato un film col quale era quasi riuscito a fare un passo in avanti rispetto a quanto è stato già fatto nel panorama dei cine-comics, perché, oltre alla forte estetica “trecentesca”, funzionale al cambio di rotta grafico anche nell’universo di Superman, pure la costruzione non lineare dello script aveva raggiunto lo scopo di mescolare passato e presente del personaggio facendoci vedere tutto ciò che ci si poteva aspettare da una vera origin story, elementi introdotti grazie alla guida di C. Nolan come co-autore del soggetto e produttore.
Detto ciò, punto, a capo, e un passo indietro.
La DC, nel tentativo forse di stare al passo con la Marvel, ha compiuto scelte programmatiche e commerciali evidentemente di basso impatto sul pubblico. Pellicole come” Batman V Superman” e “Suicide Squad” sono da considerarsi delle accozzaglie di personaggi caricature di se stessi o degli attori che li interpretano, immersi in situazioni ridicole, che rovinano le storie da cui sono tratte le vicende. Nulla in quei film attrae facendo provare allo spettatore quelle emozioni che si avvertono quando ci si appassiona ad un personaggio ed alla sua storia. Sorgono dubbi anche sul perchè alcuni spunti interessanti, che differivano dalla versione cartacea perché logicamente risultavano molto più adatti alla versione cinematografica, siano svaniti nel nulla, uno su tutti gli effetti della kriptonite, sostituiti dall’esposizione o meno del protagonista all’atmosfera del suo mondo (idea del buon C. Nolan, al pari di un'altra mente geniale come J. Cameron che aveva donato l’idea delle ragnatele organiche per Spider-man, utilizzata poi da S. Raimi).
“Justice League” contravviene con quanto avvenuto, per fortuna; è piacevole, ma il paragone con ciò che è stato già visto in giro è inevitabile, e questo film non ne esce del tutto vincitore.
Distribuito nelle nostre sale il 16 novembre, è arrivato subito ai primi posti degli incassi di tutto il mondo, nulla di nuovo per un cine-comics che promette una raccolta di tanti bei personaggi tutti insieme in un unico film. Il film si apre mostrando cosa è diventato il mondo dopo la scomparsa di Superman ed in conseguenza dell’ascesa di esseri alieni sulla Terra continuano a manifestarsi nuove minacce. Dopo una carrellata delle storie personali di ogni personaggio, sorvolando sulle loro origini, appena accennate da pochi dialoghi, ci si sofferma sulla vita che conducono attualmente in parti diverse del Globo. Il Batman di Ben Affleck li cerca tutti e li raduna con l’aiuto di Gal Gadot aka Wonder Woman, nella prospettiva di un’imminente mega-nemico conquistatore di mondi. Il film non manca di evidenziare i drammi che ognuno di questi eroi si porta dietro, cercando di portare alla luce le motivazioni che li spingono.
La pellicola è stata girata da Snyder e rimaneggiata in gran parte dal papà degli Avengers, Joss Whedon, cosceneggiatore e co-regista (non accreditato) per rimediare all’abbandono di Snyder dovuto a cause personali. Le due mani sono evidenti e tutto il prodotto che ne viene fuori non può fare a meno di sembrare una brutta copia ben riuscita di “The Avengers” della Casa delle idee.
Tutto il film è intriso di un’atmosfera talvolta inutilmente drammatica e tormentata, da situazioni forzatamente umoristiche nel tentativo di smorzare la serietà di personaggi che si prendono troppo sul serio, sostenuti da una costruzione dei dialoghi che non gli rende giustizia.
Tuttavia il passo in avanti c’è stato, narrativamente, nel creare una storia di gruppo che gradualmente si amalgama per perseguire un fine superiore, e graficamente, perchè la DC ha dalla sua parte la capacità di mantenere l’impronta stilistica di un autore, a differenza della Marvel in cui è la produzione che fa da padrona, anche sulle scelte artistiche, riducendo il tutto ad un’immensa saga girata da un’unica persona, quasi sicuramente una scelta di coerenza per il cosiddetto “Marvel cinematic universe”, ma il bello di un’opera è anche riconoscerne la firma.


Spero che vi sia piaciuto e vi lascio di seguito i link ad altri articoli di Christian Reznik, che trattano di recensioni di film o articoli di carattere sociale.

Buona lettura!



Link agli articoli:

mercoledì 13 dicembre 2017

Quarto Blog Tour S.E.U.

Quarto Blog Tour S.E.U.


Buongiorno lettori,
oggi sono felicissima di annunciarvi un nuovo blog tour che ospito sul mio blog, e per questo ringrazio di cuore S.E.U. per avermi fatto partecipe. Davvero un mega grazie!
Tratterò quindi in questa ultima tappa di interviste flash ad autori per libri per bambini.




Il S.E.U. (Scrittori Emergenti Uniti) è un’Associazione di autori nata ufficialmente nel 2015.
Siamo arrivati al quarto blog tour e vi ringraziamo per averci seguiti fino ad adesso.
Questa volta vogliamo presentarvi nove libri per bambini che potrete regalare o leggere insieme ai vostri figli.
Nove autori che fanno parte del SEU e che, come sempre, hanno messo in palio il loro libro ai fini dell’estrazione finale. Per poter partecipare, vi viene richiesto di condividere e commentare le quattro tappe.


TAPPE DEL BLOG TOUR:
7 dicembre: prima tappa su La tana dei libri sconosciuti (presentazione dei romanzi e delle cover)
9 dicembre: seconda tappa su Libri riflessi in uno specchio (presentazione dei personaggi)
11 dicembre: terza tappa su Libri e altri disastri (breve biografia dell’autore e ambientazione delle storie)
13 dicembre: quarta tappa su Una buona lettura (intervista flash agli autori)

C’è tempo fino al 19 di dicembre per partecipare.

Il 20 dicembre verranno estratti a sorte TRE VINCITORI, che riceveranno in regalo uno dei tre pacchetti premio contenenti ebook e cartacei dei libri presentati.




Seguite l’evento per non perdervi le tappe!


REGOLE PER PARTECIPARE:
  1. Condividere l’immagine del blogtou(a questo link) taggando almeno un amico
  2. Commentare le quattro tappe sui blog partecipanti



Intervista flash agli autori:
a) Tra i libri che hai pubblicato, ce ne sono alcuni rivolti anche agli adulti o prediligi il pubblico giovanile? Come differisce il tuo stile quando ti rapporti a un pubblico di bambini piuttosto che a quello adulto?
b) Cosa ti ha spinto a creare una storia per bambini? Da dove ti è venuta l’ispirazione e la forza per scriverla?
c) Sei uno scrittore a tempo pieno oppure, oltre alla scrittura, hai un lavoro o degli hobby che reputi ugualmente importanti?


 

FRANCA ADELAIDE AMICO
Elissa e altri racconti, Raccolta di racconti per ragazzi

a) Prediligo i ragazzi perché rappresentano il nostro futuro ma mi rivolgo a tutti coloro che hanno voglia di riflettere.

b) Traggo ispirazione dagli stessi personaggi che... mi vengono a trovare. Non saprei dire di più. Le storie arrivano da una dimensione altra.

c) Sono anche insegnante e giorno per giorno ho a che fare con le delizie e le problematiche adolescenziali. I ragazzi imparano ma ci insegnano pure tanto.




FRANCESCO AMBROSIO
Le avventure di Lobo, il pianetino parlante, Fiaba fantasy

a) Prediligo rivolgerli ad un pubblico giovanile tra bambini e ragazzi, ma anche gli adulti possono trarre da essi qualche insegnamento importante per la loro vita.

b) Dalla mia vita, infatti è molto autobiografica. Sono partito senza saperlo da un periodo buio della mia vita in cui mi sentivo fermo come Lobo, il protagonista, per poi arrivare a muovermi grazie alla mia passione per la scrittura e ritornare ad amare la vita, proprio come fa lui.

c) Sono uno scrittore a tempo pieno, cerco sempre di impegnarmi anche a promuovere le mie opere, organizzare presentazioni, tanto che ultimamente da più di un mese non ho scritto niente nonostante i progetti non manchino. Cerco di vivere questa mia passione a 360 gradi partecipando anche a concorsi letterari con le mie poesie. L’altro hobby che coltivo da due anni è quello dei balli caraibici che mi diverte tantissimo.





BARBARA BARDUCCO
Calla e le allegre lettere dell'alfabeto (volume 1), Calla nel fantastico mondo dei numeri (volume 2), Libri didattici

a) Io e mio marito abbiamo pubblicato anche due libri urban fantasy, scritti a quattro mani, che sono i primi di due rispettive trilogie, ed è in preparazione una saga prettamente fantasy. Diciamo che questi racconti hanno un target young adult, ma sono molto apprezzati anche dagli adulti.

b) Credo che il fatto che mia madre lavorasse presso una scuola materna centri qualcosa. Oltre aver lavorato io stessa molto con i bambini come animatrice, seppure un po' più grandicelli.

c) Amo molto scrivere, ma il mio lavoro principale è nella ristorazione scolastica. Come vedi.... Sempre al servizio dei bambini.




SILVIA DE MEIS
Esopo 2.0 (Astro Edizioni), Raccolta di favole

a) No, non ho mai scritto per adulti, tra i libri che devo ancora pubblicare c’è un romanzo per ragazzi, ma non mi sono spinta mai oltre questa età. Mi piace fantasticare e rifugiarmi in mondi incantati, e questo è possibile solo con il pubblico dei più piccoli.
 
b) Le prime favole le ho scritte per mio figlio quando era bambino, perché a lui piaceva tantissimo sentirsele raccontare. Lui è stato la mia musa ispiratrice e il mio primo pubblico. Le ho tenute nel cassetto per circa 20 anni, poi un giorno ho cominciato a farle leggere in giro ad amici e colleghi e questi mi hanno spinto a pubblicarle. In seguito scrivere, mi ha aiutato tantissimo a superare quei momenti duri che spesso incontri durante il tuo percorso.

c) No, non lo sono, anche se mi piacerebbe molto esserlo. Ho un lavoro che mi assorbe moltissimo che è la scuola dove insegno anche teatro. Ho l’hobby della danza che ho praticato nel corso del tempo, toccando diversi stili: contemporanea, jazz, flamenco e danza del ventre. Attualmente sto seguendo un corso di danza con persone diversamente abili. Per avere idee e fantasia nello scrivere, secondo me, bisogna sempre cercare nuovi spunti che ti arrivano dalle persone, da chi ti sta attorno, la scrittura è un fiume in piena, non acqua stagnante.





ELISA FAVI
Rumori Mostruosi, Libro illustrato per bambini

a) Scrivo anche libri per i più grandi, per di più di genere fantastico e di avventura. Il linguaggio cambia per forza e, mentre cerco di essere semplice nelle storie per i più piccoli, posso permettermi di scrivere trame più articolate per ragazzi e adulti.

b) Le mie storie per bambini sono sempre molto illustrate perché sono sempre io che le disegno, per questo c’entra anche una parte di me che si diverte molto nel realizzarle. Mi piaceva l’idea di giocare sui fraintesi e sul far mettere i bambini nei panni di un altro personaggio totalmente diverso da loro eppure così simile.

c) Sono scrittrice e illustratrice, solo di recente ho unito un terzo lavoro completamente differente. Nel mio caso, i miei hobby sono anche il mio lavoro.




FABIO GIROMETTA
Serie per ragazzi in due libri: Scassy (volume 1), Le nuove avventure di Scassy (volume 2) (Giovanelli Edizioni)

a) I miei scritti, costruiti con e per passione, sono rivolti ad un pubblico di bambini, anche se gli adulti vi possono trovare di sicuro spunti di riflessione e mi auguro, qualche sorriso. Mi trovo a mio agio nel raccontare storie per i più piccoli, proponendo buoni sentimenti e nella speranza che si possano anche divertire.

b) L’idea mi è venuta a seguito del consiglio di un’amica che mi ha spronato a mettere su carta i racconti che creavo e che, oralmente, raccontavo a mia figlia da piccola. Nel fare questo, la forza di provarci è venuta da sé, credendo nel messaggio che volevo comunicare, ovvero la centralità della famiglia nella crescita di un bambino, l’importanza della solidarietà tra le persone e dell’affrontare insieme i problemi evitando di isolarsi.

c) Io non sono uno scrittore a tempo pieno. Sono un impiegato tecnico, che dedica buona parte del proprio tempo libero alla scrittura e alla promozione dei libri pubblicati.



MARCO SQUARCIA
Un attimo in più (Edizioni Simple), Raccolta di novelle

a) Sì, lo stesso. Attimo in più è diretto anche agli adulti. Per i prossimi, vedremo eheh
Lo stile rimane il mio, ma ovviamente uso vocaboli più semplici e asciutti, cercando di entrare nel mondo dei bambini, ma senza abusare delle loro certezze.

b) I bambini sono una fonte incredibile d’ispirazione, a me riescono facili i racconti e le storie, perché semplici e riesco ad immaginare bene anche le scene e far immaginare al pubblico quello che descrivo nelle storie.

c) Mi piacerebbe ma purtroppo divido il mio tempo in più attività che a volte, non si assomigliano nemmeno un po’. La scrittura è una bella passione a cui spero di dedicare maggior attenzione in futuro.




MARTA TROPEANO
Una carezza nell’anima (NeP Edizioni), Raccolta di favole

a) La raccolta di favole è la mia prima pubblicazione è composto da 46 pagine e mi rivolgo sia ai bambini ma anche agli adulti.
Questo libro vuole essere uno “spazio affettivo” che faccia da ponte e non da semplice intrattenimento. Il mio invito è quindi di leggerlo favola dopo favola ad alta voce, la voce umana favorisce la condivisione, fa crescere i bambini e ci fa ritornare bambini. Se un adulto legge un libro ad Alta Voce e quel libro gli piace contagerà di piacere il bambino. La lettura ad alta voce accende la fantasia, è luce per la nostra anima, perché potenzia la capacità dell’ascolto globale che comprende non solo il sentire che ci deriva dall’orecchio ma influisce sull’attenzione unitaria e penetra nel cuore delle emozioni.

b) Come Pedagogista e Maestra ho sempre utilizzato il linguaggio fantastico e simbolico della favola. Le competenze affettive, empatiche e di rispecchiamento reciproco oggi sono determinanti fin dalla più tenera età, per creare un clima di condivisione in classe e non solo. La sfera emotiva è il nucleo e attraverso l’empatia, ossia la capacità di immedesimazione, ci permette di mediare ogni connessione con la realtà esterna. Da qui la necessità di creare non solo un’educazione emotiva mirata, ma una vera e propri Didattica delle Emozioni. Dobbiamo imparare ad essere degli Adulti Emotivi, riscoprendo la bellezza delle emozioni, siamo spinti verso un sistema di competizione e di gara e spingiamo anche i nostri bambini a seguire modelli aridi e sterili.  La favola mi piace pensarla come un mattoncino che ci aiuta a costruire la nostra identità!

c) Sono una Pedagogista e un insegnante e mi occupo di educazione emotiva e didattica delle emozioni. Ho creato oltre al linguaggio fantastico della favola una linea di giochi emotivi ed educativi ossia I Giochi del Cuore. Un progetto in collaborazione con L’atelier di Carmen Vitola- Sartoria emozionale. Mi sono inventata alcuni giochi come l’appello emotivo attraverso Palla-Emozione, oppure la Collana delle Emozioni e Il guanto Inventa-Favole per iniziare a costruire un percorso di autoconsapevolezza emotiva. Le passioni che mi fanno battere il cuore sono la lettura e la scrittura, sono molto creativa e il linguaggio della fantasia mi aiuta ad alimentare il mio cuore bambino!




FRANCA TURCO
Lusinda e la candela incantata, Fiaba illustrata per bambini

a) Ho scritto anche tre romanzi e un saggio. Quindi mi rivolgo anche a un pubblico adulto. Nei romanzi però mantengo come nella fiaba l'intento di dare un messaggio che si possa leggere tra le righe. Sarà il lettore che deciderà se fermarsi al primo livello o se andare più in profondità e cogliere il messaggio.

b) Ogni sera prima di dormire mia figlia mi chiede di raccontarle una storia, inventata da me e sempre diversa. Da una di queste è nata Lusinda e da altre ho tratto qualche spunto e molto probabilmente ne nasceranno altre. Poi da come le racconto a lei a come diventano fiaba vi è tutto uno sviluppo che si basa sui miei studi, qui in particolare ho voluto applicare le fasi studiate da Propp presenti in ogni fiaba, per renderla una fiaba a tutti gli effetti. La forza per scriverla sempre da mia figlia, la prima a cui ho voluto dare il mio messaggio.

c) Sono scrittrice e correttrice di bozze/editor, quindi il mio lavoro s'incentra sulla scrittura, anche se non esclusivamente dei miei romanzi, occupandomi anche a quella degli altri (che poi alla fine sento sempre un po' anche mia). Hobby tanti, compatibilmente col tempo che mi resta. Mi sento soprattutto una mamma e penso che il tempo trascorso con mia figlia (e con tutta la famiglia) sia quello speso meglio.



Eccovi le brevi interviste agli autori, spero che vi siano piaciute e che parteciperete all'evento (che vi ricordo a questo link) e andate a visitare anche le altre tappe del Blog Tour.
Buona fortuna a tutti e grazie ancora a S.E.U. per avermi coinvolta ;)

Buona lettura!